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Nessun giardino si salva da solo: a Verbania nasce la rete dei giardini storici e degli orti botanici

Oltre 75 partecipanti da tutta Italia e dalla Svizzera alla prima edizione del Forum «Le sfide dei cambiamenti globali». Gli esiti saranno raccolti in un volume edito da Unicopli. La seconda edizione si terrà l’8 e il 9 ottobre 2027

Verbania, 13 ottobre 2026 – Un parco abbattuto da una tempesta, un roseto da ricostruire a partire da elenchi di fine Ottocento, una villa privata che ha moltiplicato per dieci i visitatori e ancora non riesce a coprire i costi. Al primo Forum dei Giardini Storici e degli Orti Botanici, ospitato il 9 e il 10 ottobre tra Villa Giulia e i Giardini Botanici Villa Taranto nell’ambito di Artemisia, Arte e Giardini, si è parlato di casi reali più che di teorie. Oltre 75 partecipanti si sono confrontati su quattro grandi temi: clima e stress idrico, sostenibilità della gestione, tutela delle collezioni e formazione dei giardinieri. Il Forum è stato promosso dalla Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto e da ARS.UNI.VCO, insieme alla Città di Verbania, all’Orto Botanico dell’Università di Pavia, a UPONTOURISM e a Grandi Giardini Italiani. La formula è diversa da quella del convegno tradizionale: una sessione generale, quattro sessioni tematiche e una sessione conclusiva, con interventi brevi seguiti da domande e discussione. Sono stati presentati venticinque contributi da direttori, curatori, botanici, agronomi e tecnici di orti e giardini italiani.


La custodia come filo conduttore

Dalle due giornate è emersa un’idea condivisa: chi dirige, cura o lavora in un giardino o in un orto botanico ne è custode per un tempo limitato. Il suo compito è conservarlo e svilupparlo, per consegnarlo a chi verrà dopo nelle migliori condizioni possibili. Gli otto temi emersi intorno a questa idea si possono riassumere in tre verbi: conservare, coinvolgere, tramandare.


Conservare, in un clima che cambia

Conservare oggi significa fare i conti ogni giorno con siccità, malattie delle piante ed eventi estremi. Al Parco delle Terme di Levico la tempesta Vaia, nell’ottobre 2018, ha sradicato 216 alberi ad alto fusto. Il progetto di ripristino ne ha piantati 266, conciliando i vincoli storico-paesaggistici con scelte più adatte al nuovo clima. Luciano Riva, agronomo e direttore della rivista Habitat, ha raccontato che cosa ha insegnato una stagione di uragani: «In molte situazioni alberi apparentemente sani sono collassati improvvisamente, mentre altri, caratterizzati da importanti difetti strutturali, hanno resistito senza riportare danni significativi».

Al clima si sommano i parassiti. Giuseppe Lozzia, entomologo dell’Università degli Studi di Milano, ha passato in rassegna gli insetti importati che, con temperature più alte e senza nemici naturali, mettono in difficoltà parchi e alberate. Tra gli ultimi arrivati c’è la Popillia japonica: partita da Malpensa, oggi è diffusa in buona parte del Nord Italia. Dal Giardino Botanico Alpino di Campo Imperatore, a 2.130 metri di quota, è arrivata un’osservazione che fa riflettere. I faggi piantati da Vincenzo Rivera negli anni Cinquanta, ben oltre il limite naturale della specie, sono ancora vivi e si sono adattati all’alta quota. Una collezione storica è così diventata un esperimento a cielo aperto sull’adattamento delle piante.

Conservare vuol dire anche proteggere il patrimonio botanico e arboreo, valorizzare ciò che rende unico ogni luogo e ritrovarne la memoria. Agli Arboreti sperimentali di Vallombrosa il roseto del 1891 viene ricostruito a partire dagli elenchi del 1892-1903, ritrovati all’Orto botanico di Padova: grazie al confronto con il Roseto Fineschi di Cavriglia, oggi 32 taxa sono in propagazione. All’Orto botanico G.E. Ghirardi di Toscolano Maderno sei tesi di laurea sono servite a censire le aiuole, correggere i cartellini e costruire una banca dati condivisa. Il CNR-IRSA di Verbania ha presentato i dati del progetto internazionale LIFEPLAN, che dal 2020 al 2025 ha studiato i Giardini Botanici Villa Taranto come sito urbano, all’interno di una rete di oltre cento siti nel mondo.

Aggiornare cataloghi e archivi richiede competenze specifiche: servono archivisti, bibliotecari e tassonomi. Lisa Angelini, responsabile delle collezioni botaniche in vivo del MUSE di Trento, ha descritto collezioni chiamate a essere «contemporaneamente infrastrutture scientifiche, strumenti educativi e spazi di relazione con la società». È stato sottolineato anche che una rete non rende i giardini tutti uguali, ma li fa dialogare.


Coinvolgere: chi entra e chi resta fuori

Coinvolgere vuol dire ripensare l’accoglienza dei pubblici e il rapporto tra questi luoghi e la città che li ospita. Xenia Abramovich, architetta paesaggista e dottoranda alla Aalto University, ha preso come caso proprio Verbania. I Giardini Botanici Villa Taranto si trovano tra il lago e la città, ma i collegamenti pedonali e con i mezzi pubblici sono frammentati: «La centralità geografica non coincide necessariamente con quella relazionale». Da Urbino è arrivato un richiamo semplice: cartelli e cartellini, anche se ben fatti, non sostituiscono una persona che spiega.

Tra le esperienze condivise c’è quella dei volontari del territorio, che rafforzano il legame tra questi luoghi e le comunità che li circondano. C’è anche quella dell’orto botanico che diventa, nelle parole del progetto lombardo «Musei insieme», un «nodo attivo di una rete territoriale».


Tramandare: le persone e i mestieri

Tramandare chiama in causa le persone. Per gestire un giardino storico o un orto botanico serve un’équipe multidisciplinare, in cui lavorano insieme manager, amministrativi, botanici, agronomi, architetti, giardinieri ed esperti di marketing e comunicazione. La sfida comune a tutti è formare giardinieri professionisti, costruendo un dialogo stabile tra i percorsi di formazione e le strutture che hanno bisogno di loro. L’esperienza del corso per Giardinieri d’Arte di Urbino ha mostrato che il riconoscimento delle specie e la botanica sistematica servono a chi lavora ogni giorno nelle aiuole, non solo agli specialisti.


Il nodo delle risorse

Il tema delle risorse economiche e finanziarie è rimasto sullo sfondo delle sessioni, ma è stato indicato come il vero convitato di pietra. È un caposaldo per la conservazione, la ricerca e lo sviluppo, al pari delle risorse umane e tecnologiche. Michela Fovanna, marketing manager di Villa Reale di Marlia, ha portato il caso di una dimora privata che non riceve fondi pubblici. I visitatori sono passati da 5.000 a dieci volte tanto, eppure i ricavi non coprono ancora i costi di apertura. La sua domanda è rimasta aperta: come è possibile «trasformare il mecenatismo in un modello economicamente sostenibile»? Il tema delle risorse avrà spazio nei prossimi lavori.


Il Forum che resta

Dalle due giornate restano tre lezioni. La prima è che conservare non significa fermare il tempo. Pratolino, il «giardino delle meraviglie» dei Medici, ha mostrato un paradosso: nel lungo periodo di abbandono le piante spontanee lo hanno reso più resistente, mentre le semplificazioni dei proprietari successivi lo hanno indebolito. Un giardino è vivo e, per salvarlo, bisogna accompagnarlo nel cambiamento. La seconda è che un giardino che non entra nella vita della sua comunità è salvo solo a metà. La terza dà il titolo al Forum: nessun giardino si salva da solo. Clima, parassiti, bilanci e ricambio generazionale sono problemi troppo grandi per un singolo ente. Per la Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto il risultato più concreto di queste due giornate è la rete che sta nascendo. Persone e istituzioni che prima si conoscevano poco oggi hanno un volto e un tema in comune, dopo aver ragionato insieme su come proteggere un patrimonio che non appartiene a chi lo gestisce, ma che va custodito per chi verrà dopo. L’impegno ora è non perdersi di vista: l’appuntamento è a Verbania il prossimo anno.


Un volume e una seconda edizione

Gli interventi saranno raccolti in un volume pubblicato da Unicopli [nella collana Artemisia], così che il lavoro del Forum resti a disposizione anche dei giardini che non erano presenti. La seconda edizione si terrà a Verbania l’8 e il 9 ottobre 2027. I temi saranno definiti dal Comitato Scientifico a partire da quanto emerso in questa edizione e dalle indicazioni dei partecipanti, raccolte attraverso un questionario i cui risultati saranno comunicati in seguito.

Il Forum si è svolto con il patrocinio della Società Botanica Italiana, dell’Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e Forestali del Piemonte, del Touring Club Italiano, della Società Geografica Italiana, della Fondazione Minoprio ITS Academy e dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio. La segreteria organizzativa e amministrativa è stata curata da ARS.UNI.VCO

IN CASO DI ALLERTA ARANCIONE o ROSSA per TEMPORALI e/o per PIOGGIA DIFFUSA i GIARDINI BOTANICI di VILLA TARANTO SARANNO CHIUSI AL PUBBLICO

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Lunedì 13 luglio, i giardini chiuderanno anticipatamente alle ore 15:00 per consentire l'esecuzione di urgenti lavori di manutenzione per motivi di sicurezza. La vendita dei biglietti sarà attiva fino alle ore 13.00.